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	<title>Dermatologia - PacC InForma</title>
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		<title>Dermatite Atopica: Cos&#8217;è, Come Si Manifesta e Come Si Cura in Adulti e Bambini</title>
		<link>https://www.paccpoliambulatorio.it/dermatite-atopica-adulti-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Bocci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 00:48:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dermatologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pelle è l&#8217;organo più esteso del nostro corpo e, spesso, il primo a segnalare quando qualcosa non va. Tra le condizioni dermatologiche più comuni e più sottovalutate c&#8217;è la dermatite atopica: una malattia cronica che accompagna milioni di persone fin dai primi mesi di vita, causando prurito, secchezza e lesioni cutanee ricorrenti che, nei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La pelle è l&#8217;organo più esteso del nostro corpo e, spesso, il primo a segnalare quando qualcosa non va. Tra le condizioni dermatologiche più comuni e più sottovalutate c&#8217;è la dermatite atopica: una malattia cronica che accompagna milioni di persone fin dai primi mesi di vita, causando prurito, secchezza e lesioni cutanee ricorrenti che, nei casi più severi, finiscono per condizionare il sonno, le relazioni sociali e il benessere quotidiano.</p>
<p>Eppure, nonostante la sua diffusione — colpisce fino al 20% dei bambini e tra il 3% e il 10% degli adulti nei Paesi industrializzati — la dermatite atopica è ancora spesso fraintesa: c&#8217;è chi la confonde con una semplice allergia, chi la attribuisce a scarsa igiene, chi smette di curarla nei periodi di remissione pensando che il problema sia risolto.</p>
<p>In realtà si tratta di una condizione complessa, che richiede una gestione continuativa e personalizzata. Per questo abbiamo approfondito il tema con il <strong>Dott. Fabio Zambito Spadaro, dermatologo del <a href="http://www.pacc.it">Poliambulatorio Città di Collecchio</a></strong>, che ci guida attraverso cause, sintomi e trattamenti di questa patologia, sia nei più piccoli che negli adulti.</p>
<h3><strong>Cos&#8217;è la Dermatite Atopica?</strong></h3>
<p>La dermatite atopica, conosciuta anche come eczema atopico, è una malattia infiammatoria cronica e recidivante della pelle. Causa prurito intenso, secchezza cutanea, arrossamenti e, nelle fasi più acute, la comparsa di vescicole, croste e lesioni che possono compromettere significativamente la qualità della vita di chi ne soffre.</p>
<p>Si tratta di una condizione su base multifattoriale: entrano in gioco una predisposizione genetica, una disfunzione della barriera cutanea e un&#8217;alterazione del sistema immunitario, a cui si sommano fattori ambientali scatenanti. Non è contagiosa e non è causata da scarsa igiene, due aspetti su cui è importante fare chiarezza.</p>
<p>La dermatite atopica colpisce trasversalmente tutte le fasce d&#8217;età, ma è particolarmente frequente nei bambini: si stima che interessi fino al 20% dei più piccoli e tra il 3% e il 10% degli adulti nei Paesi industrializzati. Nella maggioranza dei casi l&#8217;esordio avviene entro i cinque anni di vita.</p>
<h3><strong>Le Cause: Perché si Sviluppa la Dermatite Atopica?</strong></h3>
<p>Non esiste un&#8217;unica causa, ma una combinazione di fattori che concorrono a innescare o aggravare la condizione.</p>
<p><strong>Fattori genetici e immunologici.</strong> La dermatite atopica ha una forte componente ereditaria: se uno dei genitori è atopico, la probabilità che il figlio lo sia sale fino al 50%. Dal punto di vista immunologico, i geni coinvolti sono quelli che codificano per le proteine della barriera cutanea, che in questi soggetti risulta difettosa e più permeabile ad allergeni e agenti irritanti.</p>
<p><strong>Fattori ambientali scatenanti.</strong> Tra i principali fattori in grado di provocare o peggiorare le riacutizzazioni troviamo gli acari della polvere, i pollini, i peli di animali domestici, le muffe, i detergenti aggressivi e i profumi, i tessuti sintetici o in lana, il clima freddo e secco, l&#8217;eccessiva sudorazione e lo stress psicofisico. Anche i cambi di stagione rappresentano un momento critico per chi soffre di questa patologia.</p>
<p><strong>Il legame con l&#8217;atopia.</strong> La dermatite atopica si associa spesso ad altre condizioni della cosiddetta &#8220;triade atopica&#8221;: asma e rinite allergica. Chi soffre di eczema atopico ha, infatti, una probabilità aumentata di sviluppare anche queste due patologie nel corso della vita.</p>
<h3><strong>I Sintomi: Come Si Riconosce?</strong></h3>
<p>La dermatite atopica si manifesta in modo diverso a seconda dell&#8217;età del paziente e della fase in cui si trova la malattia. L&#8217;andamento è tipicamente cronico-recidivante: a fasi di remissione, in cui la pelle è secca e sensibile ma relativamente tranquilla, si alternano fasi acute di infiammazione intensa.</p>
<p>I sintomi comuni a tutte le età includono pelle secca e desquamata, prurito (che tende a peggiorare nelle ore notturne, interferendo con il sonno), arrossamento, e la comparsa di chiazze eritematose che possono andare incontro a ispessimento della pelle, fenomeno noto come lichenificazione, nei casi di lunga durata.</p>
<h3><strong>La Dermatite Atopica nei Bambini</strong></h3>
<p>Nei neonati, i sintomi tendono a comparire già a partire dai 2-3 mesi di vita. Le lesioni si localizzano principalmente sul viso, sulle guance, sul cuoio capelluto e sulle superfici estensorie delle braccia e delle gambe. In questa fase iniziale le lesioni sono spesso umide, rosse e molto pruriginose.</p>
<p>Con la crescita, tra il primo e il quinto anno, le manifestazioni si spostano verso le superfici flessorie del corpo: pieghe dei gomiti e delle ginocchia, polsi, caviglie e collo. Le lesioni diventano più secche e squamose. Intorno ai cinque anni il quadro può migliorare in molti bambini, e nella maggior parte dei casi la dermatite atopica tende a regredire prima o durante l&#8217;adolescenza, quando il sistema immunitario si stabilizza. Tuttavia, in alcuni soggetti può persistere o ripresentarsi nell&#8217;età adulta.</p>
<p>È importante ricordare che il bambino con dermatite atopica può frequentare normalmente scuola e attività con i coetanei, poiché la malattia non è in alcun modo trasmissibile.</p>
<h3><strong>La Dermatite Atopica negli Adulti</strong></h3>
<p>Quando la dermatite atopica persiste nell&#8217;età adulta o esordisce tardivamente, tende a presentare alcune caratteristiche proprie. Le zone più colpite sono la nuca, il collo, il décolleté, le pieghe dei gomiti e delle ginocchia, le palpebre, gli angoli della bocca e il dorso delle mani, aree spesso molto visibili che possono avere un impatto emotivo e psicologico rilevante sul paziente.</p>
<p>La pelle appare estremamente secca, si desquama, e il prurito può diventare cronico e debilitante, disturbare il sonno e ridurre la concentrazione nelle attività quotidiane. Anche chi da adulto non presenta più manifestazioni attive può conservare una cute particolarmente reattiva e sensibile, che risponde con facilità a irritanti e variazioni climatiche.</p>
<h3><strong>Come Si Diagnostica?</strong></h3>
<p>La diagnosi di dermatite atopica è essenzialmente clinica: si basa sull&#8217;osservazione dei sintomi durante la visita dermatologica e sull&#8217;anamnesi del paziente, che comprende la storia familiare e l&#8217;esposizione a possibili fattori scatenanti. Non esistono esami specifici per la diagnosi, ma in alcuni casi il medico può richiedere la misurazione delle IgE totali o test allergologici per identificare eventuali allergeni coinvolti.</p>
<h3><strong>Le Terapie: Come Si Cura la Dermatite Atopica?</strong></h3>
<p>Non esiste una cura definitiva per la dermatite atopica, ma le terapie disponibili oggi consentono di controllare efficacemente i sintomi, ridurre le riacutizzazioni e migliorare sensibilmente la qualità della vita. La scelta del trattamento dipende dalla gravità della condizione, dall&#8217;età del paziente e dall&#8217;estensione delle aree colpite.</p>
<p><strong>Idratazione quotidiana della pelle.</strong> È il cardine della gestione della dermatite atopica a tutte le età. L&#8217;applicazione regolare di emollienti e creme idratanti specifiche per pelle atopica — prive di profumi e conservanti — aiuta a ricostituire il film idrolipidico e a mantenere la barriera cutanea integra, riducendo il rischio di riacutizzazioni.</p>
<p><strong>Corticosteroidi topici.</strong> Nelle fasi acute sono il trattamento di prima linea per spegnere l&#8217;infiammazione e alleviare il prurito. Vengono applicati localmente sulle lesioni e il loro utilizzo deve sempre essere guidato dal dermatologo.</p>
<p><strong>Immunomodulatori topici.</strong> Farmaci come il tacrolimus e il pimecrolimus rappresentano un&#8217;alternativa ai cortisonici nelle forme lievi-moderate, particolarmente utili per il trattamento di zone delicate come il viso e le palpebre.</p>
<p><strong>Antistaminici.</strong> Utili per controllare il prurito, soprattutto nelle ore notturne, e limitare il grattamento che può provocare sovrainfezioni cutanee.</p>
<p><strong>Terapie sistemiche e fototerapia.</strong> Nelle forme più estese e severe, quando le terapie topiche non risultano sufficienti, il dermatologo può valutare l&#8217;utilizzo di farmaci immunosoppressori sistemici, come la ciclosporina, o il ricorso alla fototerapia. Negli ultimi anni sono disponibili anche farmaci biologici di nuova generazione per le forme moderate-severe dell&#8217;adulto.</p>
<h3><strong>Consigli Pratici per la Gestione Quotidiana</strong></h3>
<p>Accanto alle terapie farmacologiche, alcune accortezze nella vita di tutti i giorni fanno una grande differenza nel ridurre le riacutizzazioni.</p>
<p>Privilegiare indumenti in cotone ed evitare lana e tessuti sintetici a diretto contatto con la pelle. Fare bagni o docce brevi con acqua tiepida, evitando l&#8217;acqua troppo calda che tende a disidratare ulteriormente. Utilizzare detergenti delicati, privi di profumi. Applicare l&#8217;emolliente subito dopo il bagno, quando la pelle è ancora leggermente umida. Mantenere le unghie corte per ridurre il danno da grattamento. Foderare materassi e cuscini con coprimaterasso anti-acaro. Gestire lo stress attraverso attività fisica, tecniche di rilassamento o supporto psicologico, quando necessario.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;alimentazione, è importante sapere che le diete di eliminazione — soprattutto in età pediatrica — sono considerate inutili e potenzialmente dannose in assenza di documentate allergie o intolleranze alimentari. Solo una minoranza di pazienti risente effettivamente dell&#8217;assunzione di determinati alimenti.</p>
<h3>FAQ sulla Dermatite Atopica</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>La dermatite atopica è contagiosa?</strong> No, la dermatite atopica non è contagiosa. Non si trasmette attraverso il contatto con la pelle, la saliva o qualsiasi altro mezzo. I bambini che ne soffrono possono frequentare normalmente scuola e attività sportive senza alcun rischio per i compagni.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>La dermatite atopica guarisce definitivamente?</strong> Non esiste una cura risolutiva, ma nella maggior parte dei bambini la condizione tende a migliorare spontaneamente con l&#8217;adolescenza. In alcuni soggetti può persistere o ripresentarsi in età adulta. Con un piano terapeutico adeguato è possibile controllare efficacemente i sintomi e ridurre le riacutizzazioni, migliorando significativamente la qualità della vita.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Quali sono i principali fattori che scatenano le crisi?</strong> I fattori scatenanti più comuni sono gli acari della polvere, i pollini, i peli di animali domestici, i detergenti aggressivi, i tessuti sintetici o in lana, il clima freddo e secco, il sudore, lo stress e i cambi di stagione. Identificare i propri trigger personali è fondamentale per prevenire le riacutizzazioni.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>La dermatite atopica è legata all&#8217;alimentazione?</strong> Solo in una minoranza di casi alcuni alimenti possono influenzare il quadro clinico. In assenza di allergie o intolleranze alimentari documentate, le diete di eliminazione — soprattutto nei bambini — sono considerate inutili e potenzialmente dannose sul piano nutrizionale. È sempre il dermatologo a valutare se approfondire questo aspetto con test specifici.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Quando è necessario consultare un dermatologo?</strong> È consigliabile rivolgersi a uno specialista in presenza di prurito persistente, pelle secca e arrossata che non risponde alle comuni creme idratanti, lesioni ricorrenti o peggioramento dei sintomi nonostante le cure già in atto. Una diagnosi precoce permette di impostare subito la terapia più adatta ed evitare complicanze.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>La pelle atopica richiede cure particolari anche nei periodi senza sintomi?</strong> Sì. Anche durante le fasi di remissione, la pelle atopica rimane strutturalmente più secca e reattiva rispetto alla norma. L&#8217;idratazione quotidiana con emollienti specifici è fondamentale anche quando non ci sono manifestazioni attive, perché aiuta a mantenere integra la barriera cutanea e a ridurre il rischio di nuove crisi.</p>
<h3><strong>Quando Rivolgersi al Dermatologo?</strong></h3>
<p>In presenza di prurito persistente, pelle secca e arrossata che non migliora con le comuni creme idratanti, o alla comparsa di lesioni cutanee ricorrenti, è importante non sottovalutare i sintomi e rivolgersi a uno specialista dermatologo. Una diagnosi precoce e un piano terapeutico personalizzato sono fondamentali per gestire la dermatite atopica e prevenire le complicanze, tra cui le sovrainfezioni batteriche.</p>
<p><strong>Il Dott. Fabio Zambito Spadaro, dermatologo del <a href="http://www.pacc.it">PacC</a>, è a disposizione per visite specialistiche e per supportare i pazienti — grandi e piccoli — nella gestione di questa condizione.</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Prevenire il melanoma con la mappatura dei nei</title>
		<link>https://www.paccpoliambulatorio.it/prevenire-il-melanoma-con-la-mappatura-dei-nei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2025 15:03:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dermatologia]]></category>
		<category><![CDATA[melanoma]]></category>
		<category><![CDATA[nei]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il melanoma cutaneo è un tumore maligno che colpisce la pelle e la sua incidenza è in continua crescita. I principali fattori di rischio per la sua insorgenza sono l’esposizione eccessiva alla luce ultravioletta (raggi solari e lampade abbronzanti), precedenti scottature solari (specie in giovane età), immunodepressione, pelle chiara, presenza di molti “nei” (nevi è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il melanoma cutaneo è un tumore maligno che colpisce la pelle e la sua incidenza è in continua crescita. I <strong>principali fattori di rischio</strong> per la sua insorgenza sono l’esposizione eccessiva alla luce ultravioletta (raggi solari e lampade abbronzanti), precedenti scottature solari (specie in giovane età), immunodepressione, pelle chiara, presenza di molti “nei” (nevi è il termine medico), familiarità o storia personale di melanoma. Nelle prime fasi il melanoma cutaneo è del tutto asintomatico e, se non diagnosticato precocemente, può essere particolarmente aggressivo.</p>
<p>Fondamentali sono dunque <strong>prevenzione e diagnosi precoce</strong>, che possono essere eseguite in primo luogo da parte del paziente stesso (attraverso autovalutazioni ogni 2-3 mesi, con l’ausilio di uno specchio per le aree non raggiungibili alla visione diretta o con l’aiuto dei propri familiari), sia e soprattutto con visite dermatologiche di screening periodiche annuali, da anticipare in caso di lesioni sospette. I <strong>segni principali</strong> per sospettare un melanoma sono:</p>
<ul>
<li>la rapida insorgenza e accrescimento di un nuovo nevo</li>
<li>il rapido cambiamento dell’aspetto di un nevo pre-esistente.</li>
</ul>
<p>&#8220;Fondamentale quindi è il controllo periodico dei nevi&#8221; spiega il <strong>Dott. Fabio Zambito Spadaro</strong>, <strong>Dermatologo</strong> del Poliambulatorio Città di Collecchio. &#8220;Come <strong>primo esame di screening</strong> per studiare tutti i nevi si utilizza un dermatoscopio manuale, uno strumento ottico dotato di una speciale lente a luce polarizzata che consente di ingrandire notevolmente e illuminare in maniera specifica i nevi, consentendo di valutare strutture e caratteristiche non visibili a occhio nudo&#8221;.</p>
<p>&#8220;La valutazione dei nevi mediante dermatoscopia manuale&#8221; prosegue il Dott. Zambito Spadaro &#8220;andrebbe ripetuta annualmente ed è già di per sé accurata e completa per un paziente che non presenti particolari fattori di rischio e non abbia nevi sospetti&#8221;. Qualora nel corso della visita il dermatologo dovesse riscontrare particolari fattori di rischio o lesioni sospette potrà proporre invece una “<strong>mappatura dei nevi</strong>”, esame di secondo livello che si avvale di uno strumento differente: il videodermatoscopio digitale.</p>
<p></br></br></br></br></p>
<h3>Videodermatoscopia: quando è più indicata?</h3>
<p></br><br />
La mappatura con il videodermatoscopio digitale consente di valutare le lesioni cutanee ad alto ingrandimento, permettendo inoltre di archiviarle in formato digitale per poterne monitorare l’evoluzione nel tempo. Tale metodica è in grado di acquisire numerose immagini microscopiche dei nevi per monitorarli e creare una “mappa” delle loro localizzazioni corporee; inoltre, attraverso immagini macroscopiche (da lontano) delle lesioni presenti nelle diverse sedi cutanee (viso, arti, tronco), permette di individuare prontamente anche la comparsa di nevi di recente insorgenza.</p>
<p>La videodermatoscopia non è un esame invasivo, non richiede alcuna preparazione e dura circa 20-30 minuti.</p>
<p></br></br></br></br></p>
<h3>Come sottoporsi correttamente ad una visita di screening per la diagnosi precoce del melanoma cutaneo e dei tumori della pelle?</h3>
<p></br></br></p>
<ul>
<li>Non applicare trucchi né smalti</li>
<li>Evitare di eseguire la tintura dei capelli nei giorni immediatamente precedenti l’esame perché tracce di colore potrebbero nascondere piccoli nevi del cuoio capelluto</li>
<li>Radersi il volto e sfoltire i peli del tronco per una migliore valutazione di tali sedi</li>
<li>Rimandare l’appuntamento in caso di ciclo mestruale in atto al fine di consentire una accurata valutazione dell’area genitale (qualora vi fossero lesioni in tale sede anatomica)</li>
<li>Se possibile evitare di eseguire l’esame su cute eccessivamente abbronzata.</li>
</ul>
<p></br></br></br></br></p>
<h3>Cosa fare se alla visita venisse riscontato un nevo atipico?</h3>
<p></br><br />
&#8220;In tal caso sarà il Dermatologo a dare opportune istruzioni&#8221; spiega il dermatologo Zambito Spadaro. &#8220;Il nevo potrebbe essere archiviato digitalmente e monitorato nel tempo (a 3-6 mesi) con la mappatura o potrebbe venire posta l’indicazione alla tempestiva asportazione chirurgica in anestesia locale, con successiva analisi istologica del nevo asportato&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Eritema solare: quali sono le cause e i rimedi?</title>
		<link>https://www.paccpoliambulatorio.it/eritema-solare-quali-sono-le-cause-e-i-rimedi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2023 12:12:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dermatologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arrossamento, calore, secchezza e prurito sono i principali sintomi Eritema solare: quali sono le cause e i rimedi? L’eritema solare, spesso scottatura solare – consiste in un’infiammazione della pelle che insorge in seguito ad una prolungata esposizione ai raggi solari e alle alte temperature. L&#8217;aspetto infiammato della cute è dovuto al fatto che il corpo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Arrossamento, calore, secchezza e prurito sono i principali sintomi</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Eritema solare: quali sono le cause e i rimedi?</strong></h2>
<p>L’eritema solare, spesso</p>
<p>scottatura solare – consiste in un’infiammazione della pelle che insorge in seguito ad una prolungata esposizione ai raggi solari e alle alte temperature. L&#8217;aspetto infiammato della cute è dovuto al fatto che il corpo irrora di sangue lo strato superficiale dell’epidermide che è stata esposta troppo a lungo ai raggi UVA e UVB&#8221; spiega la Dottoressa Francesca Aimi, Dermatologa del Poliambulatorio Città di Collecchio.</p>
<p>In caso di comparsa di eritema solare, la pelle dell’area esposta ai raggi ultravioletti si presenta infiammata, calda, arrossata, secca e pruriginosa. &#8220;Spesso compaiono anche piccole papule e vescicole superficiali che, se strofinate e rotte, possono causare infezioni&#8221; prosegue la Dermatologa.</p>
<p>Se la zona del corpo esposta al sole è molto estesa, l’eritema può essere accompagnato anche da febbre, mal di testa e un diffuso senso di malessere &#8211; effetti legati alla cosiddetta ‘insolazione’. Solitamente i sintomi compaiono entro poche ore dall’esposizione e raggiungono l’apice entro le 24 ore successive.</p>
<p>L’eritema solare guarisce spontaneamente entro 3-4 giorni, ma può impiegare più tempo se il danno termico si configura più grave: si può incorrere in questo caso in una vera e propria ustione di primo grado. &#8220;Bere molta acqua può contribuire a reidratare la pelle dall’interno e a reintegrare i liquidi persi con la sudorazione. Un&#8217;immersione di acqua fresca può interrompe il senso di calore e il prurito così come possono dare sollievo anche impacchi freschi di soluzione borica tenuta in frigo o di acqua termale&#8221; suggerisce la Dottoressa Aimi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-376 alignleft" src="https://www.paccpoliambulatorio.it/wp-content/uploads/2023/01/7_focus_dermatologia_pacc__collecchio_parma-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.paccpoliambulatorio.it/wp-content/uploads/2023/01/7_focus_dermatologia_pacc__collecchio_parma-300x300.jpg 300w, https://www.paccpoliambulatorio.it/wp-content/uploads/2023/01/7_focus_dermatologia_pacc__collecchio_parma-1024x1024.jpg 1024w, https://www.paccpoliambulatorio.it/wp-content/uploads/2023/01/7_focus_dermatologia_pacc__collecchio_parma-150x150.jpg 150w, https://www.paccpoliambulatorio.it/wp-content/uploads/2023/01/7_focus_dermatologia_pacc__collecchio_parma.jpg 1789w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h2>SEMPLICI RACCOMANDAZIONI</h2>
<h3>Cosa non fare in caso di eritema solare?</h3>
<p>&#8211; Non esporsi al sole e non effettuare lampade abbronzanti artificiali nei giorni successivi alla comparsa dei sintomi;</p>
<p>&#8211; Evitare sfregamenti incongrui e trattamenti come scrub, peeling o esfolianti che potrebbero aggravare l’infiammazione della cute nelle aree sedi di eritema solare;</p>
<p>&#8211; Non manipolare o rompere eventuali bolle formatesi sulla pelle: potrebbe aumenterebbe il rischio d&#8217;infezione;</p>
<p>&#8211; Dopo la doccia, si consiglia di tamponare pelle umida delicatamente, anziché asciugare la superficie del corpo strofinando panni di spugna ruvida.</p>
<h2>IL CONSIGLIO DELLO SPECIALISTA&lt;/h2<br />
<em>Dottoressa Francesca Aimi.</em></h2>
<h3>Chi deve prestare maggiore attenzione?</h3>
<p>Le persone con occhi, capelli e carnagione molto chiari, appartenenti ai fototipi più bassi, gli anziani e soprattutto i bambini sono i soggetti maggiormente predisposti al rischio di eritema solare. Prevenire le scottature, applicando sempre una protezione totale con filtri anti UV adeguati alla propria tipologia di pelle, è necessario poiché eritemi solari ricorrenti possono causare alcune complicazioni a lungo termine&#8221; raccomanda la Dottoressa Aimi.</p>
<h2>A VOI LA PAROLA</h2>
<p><strong>Domanda della sig.ra Maria Lorena da Parma</strong></p>
<h3>In caso di comparsa di eritema solare quali creme suggerisce di applicare per alleviare il prurito?</h3>
<p><strong>Risponde la Dott.ssa Francesca Aimi, Dermatologa del Poliambulatorio Città di Collecchio.</strong><br />
Si possono effettuare impacchi locali di creme emollienti e lenitive contenenti principi attivi dalle proprietà antinfiammatorie come acido ialuronico, aloe vera, ossido di zinco, vitamina E, burro di Karité, allantoina, niacinamide.<br />
Sotto indicazione del proprio dermatologo di fiducia, si possono applicare creme antibiotiche e/o cortisoniche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.paccpoliambulatorio.it/eritema-solare-quali-sono-le-cause-e-i-rimedi/">Eritema solare: quali sono le cause e i rimedi?</a> proviene da <a href="https://www.paccpoliambulatorio.it">PacC InForma</a>.</p>
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