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	<title>Ortopedia - PacC InForma</title>
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	<description>PacC Poliambulatorio Città di Collecchio</description>
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	<title>Ortopedia - PacC InForma</title>
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	<item>
		<title>Artrosi e Protesi di Spalla: quando la chirurgia può migliorare la qualità di vita</title>
		<link>https://www.paccpoliambulatorio.it/artrosi-spalla-parma-sintomi-cure-protesi-frattini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 10:08:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ortopedia]]></category>
		<category><![CDATA[artrosi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una condizione che colpisce soprattutto dopo i 70 anni, ma che può manifestarsi anche prima. Ne parliamo con il Dott. Marco Frattini, ortopedico del PacC specializzato in chirurgia dell&#8217;arto superiore, in particolare della spalla. L&#8217;artrosi della spalla è una patologia meno frequente rispetto ad altre forme di artrosi, eppure rappresenta una causa importante di dolore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.paccpoliambulatorio.it/artrosi-spalla-parma-sintomi-cure-protesi-frattini/">Artrosi e Protesi di Spalla: quando la chirurgia può migliorare la qualità di vita</a> proviene da <a href="https://www.paccpoliambulatorio.it">PacC InForma</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="whitespace-normal break-words"><strong>Una condizione che colpisce soprattutto dopo i 70 anni, ma che può manifestarsi anche prima. Ne parliamo con il Dott. Marco Frattini, ortopedico del PacC specializzato in chirurgia dell&#8217;arto superiore, in particolare della spalla.</strong></p>
<p class="whitespace-normal break-words">L&#8217;artrosi della spalla è una patologia meno frequente rispetto ad altre forme di artrosi, eppure rappresenta una causa importante di dolore e limitazione funzionale, soprattutto nella popolazione over 70. Per comprendere meglio questa condizione e le moderne soluzioni terapeutiche, abbiamo approfondito il tema con il <strong>Dott. Marco Frattini</strong>, ortopedico specializzato in chirurgia della spalla presso il Poliambulatorio Città di Collecchio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="text-xl font-bold text-text-100 mt-1 -mb-0.5">Cos&#8217;è l&#8217;artrosi della spalla</h2>
<p class="whitespace-normal break-words">L&#8217;artrosi della spalla è una malattia degenerativa caratterizzata dall&#8217;usura progressiva della cartilagine che riveste la testa dell&#8217;omero e la cavità glenoidea. Quando la cartilagine si deteriora, le superfici ossee entrano in contatto diretto, causando dolore, infiammazione e limitazione dei movimenti.</p>
<p class="whitespace-normal break-words">&#8220;Molti pazienti <strong>convivono con questa condizione per anni</strong> prima di rivolgersi a uno specialista&#8221;, spiega il Dott. Frattini. &#8220;Spesso arrivano nel mio ambulatorio solo quando <strong>il dolore compromette il sonno</strong> o impedisce loro di svolgere le normali attività quotidiane come vestirsi o pettinarsi.&#8221;</p>
<h3 class="text-lg font-bold text-text-100 mt-1 -mb-1.5">Le diverse forme di artrosi</h3>
<p class="whitespace-normal break-words">Non esiste un&#8217;unica tipologia di artrosi della spalla. La forma più comune è l&#8217;<strong>artrosi primitiva</strong>, legata all&#8217;invecchiamento naturale e all&#8217;usura della cartilagine. Esistono però anche forme secondarie:</p>
<ul class="[&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc space-y-2.5 pl-7">
<li class="whitespace-normal break-words"><strong>Artrosi post-traumatica</strong>, conseguenza di fratture mal consolidate o lussazioni ricorrenti</li>
<li class="whitespace-normal break-words"><strong>Artrosi da lesione della cuffia dei rotatori</strong>, quando una rottura massiva e inveterata provoca la risalita della testa dell&#8217;omero con conseguente degenerazione articolare</li>
<li class="whitespace-normal break-words"><strong>Artrosi secondaria</strong>, correlata a infezioni o patologie croniche come l&#8217;artrite reumatoide</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="text-xl font-bold text-text-100 mt-1 -mb-0.5">I sintomi da non sottovalutare</h2>
<p class="whitespace-normal break-words">I segnali dell&#8217;artrosi di spalla sono progressivi e tendono a peggiorare nel tempo:</p>
<ul class="[&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc space-y-2.5 pl-7">
<li class="whitespace-normal break-words"><strong>Dolore sordo e persistente</strong> che si intensifica con i movimenti e può irradiarsi verso il collo o lungo il braccio</li>
<li class="whitespace-normal break-words"><strong>Rigidità articolare</strong> che limita progressivamente i gesti quotidiani</li>
<li class="whitespace-normal break-words"><strong>Rumori articolari</strong> (scrosci o crepitii) causati dallo sfregamento tra superfici ossee non più protette dalla cartilagine</li>
</ul>
<p class="whitespace-normal break-words">&#8220;Il campanello d&#8217;allarme più importante è quando il dolore inizia a <strong>disturbare il riposo notturno</strong>&#8220;, sottolinea il Dott. Frattini. &#8220;A quel punto la qualità di vita del paziente è significativamente compromessa ed è il momento di valutare <strong>soluzioni più definitive</strong>.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="text-xl font-bold text-text-100 mt-1 -mb-0.5">La diagnosi: un percorso a tappe</h2>
<p class="whitespace-normal break-words">La diagnosi di artrosi della spalla si basa su un approccio integrato:</p>
<ol class="[&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-decimal space-y-2.5 pl-7">
<li class="whitespace-normal break-words"><strong>Esame clinico</strong>: il medico valuta la mobilità articolare, la forza muscolare e l&#8217;intensità del dolore</li>
<li class="whitespace-normal break-words"><strong>Radiografia</strong>: permette di identificare i segni tipici della degenerazione articolare</li>
<li class="whitespace-normal break-words"><strong>Risonanza magnetica e TAC</strong>: forniscono informazioni dettagliate sullo stato della cartilagine, dell&#8217;osso e della cuffia dei rotatori</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="text-xl font-bold text-text-100 mt-1 -mb-0.5">Le opzioni terapeutiche</h2>
<h3 class="text-lg font-bold text-text-100 mt-1 -mb-1.5">Trattamenti conservativi</h3>
<p class="whitespace-normal break-words">Nelle fasi iniziali, quando è ancora presente una discreta mobilità, si può ricorrere a:</p>
<ul class="[&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc space-y-2.5 pl-7">
<li class="whitespace-normal break-words"><strong>Fisioterapia mirata</strong> per mantenere il movimento e rinforzare la muscolatura</li>
<li class="whitespace-normal break-words"><strong>Infiltrazioni intra-articolari</strong> con cortisonici (per ridurre l&#8217;infiammazione) o acido ialuronico (per migliorare la lubrificazione articolare)</li>
</ul>
<p class="whitespace-normal break-words">&#8220;I trattamenti conservativi possono offrire <strong>sollievo temporaneo</strong> e rallentare la progressione della malattia&#8221;, precisa il Dott. Frattini. &#8220;Tuttavia, è importante capire che l&#8217;artrosi è una <strong>condizione degenerativa che non può essere completamente guarita</strong> con terapie non chirurgiche.&#8221;</p>
<h3 class="text-lg font-bold text-text-100 mt-1 -mb-1.5">La chirurgia protesica: quando è necessaria</h3>
<p class="whitespace-normal break-words">Quando dolore e rigidità diventano invalidanti e non rispondono più alle terapie conservative, si valuta l&#8217;impianto di una protesi di spalla. La scelta del tipo di protesi dipende principalmente dallo stato della cuffia dei rotatori:</p>
<ul class="[&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc space-y-2.5 pl-7">
<li class="whitespace-normal break-words"><strong>Protesi anatomica</strong>: indicata quando i tendini della cuffia sono funzionanti, riproduce la meccanica naturale dell&#8217;articolazione</li>
<li class="whitespace-normal break-words"><strong>Protesi inversa</strong>: utilizzata quando la cuffia è compromessa, il movimento viene garantito principalmente dal muscolo deltoide</li>
<li class="whitespace-normal break-words"><strong>Emiartroprotesi</strong>: impianto parziale riservato a condizioni selezionate, come alcune fratture</li>
</ul>
<p class="whitespace-normal break-words">&#8220;La <strong>protesi inversa</strong> rappresenta una vera rivoluzione per pazienti con lesioni massive della cuffia dei rotatori&#8221;, afferma il Dott. Frattini. &#8220;Anche pazienti relativamente giovani, <strong>sopra i 60 anni</strong>, possono beneficiare di questo intervento quando la degenerazione articolare compromette significativamente la loro autonomia.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="text-xl font-bold text-text-100 mt-1 -mb-0.5">I benefici dell&#8217;intervento</h2>
<p class="whitespace-normal break-words">L&#8217;obiettivo principale della chirurgia protesica è la riduzione del dolore e il recupero della funzionalità. La maggior parte dei pazienti sperimenta:</p>
<ul class="[&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc space-y-2.5 pl-7">
<li class="whitespace-normal break-words">Scomparsa o drastica riduzione del dolore cronico</li>
<li class="whitespace-normal break-words">Miglioramento nella capacità di svolgere attività quotidiane</li>
<li class="whitespace-normal break-words">Ritorno a una vita attiva, con possibilità di riprendere attività lavorative e sportive a basso impatto</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="text-xl font-bold text-text-100 mt-1 -mb-0.5">Il percorso riabilitativo</h2>
<p class="whitespace-normal break-words">&#8220;La riabilitazione è <strong>fondamentale quanto l&#8217;intervento chirurgico</strong> stesso&#8221;, sottolinea il Dott. Frattini. &#8220;Senza un programma riabilitativo adeguato, anche la migliore protesi non può esprimere il suo pieno potenziale.&#8221;</p>
<p class="whitespace-normal break-words">Il percorso riabilitativo inizia nell&#8217;immediato post-operatorio:</p>
<ul class="[&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc space-y-2.5 pl-7">
<li class="whitespace-normal break-words">Immobilizzazione iniziale con tutore</li>
<li class="whitespace-normal break-words">Mobilizzazione passiva e attiva assistita nelle prime settimane</li>
<li class="whitespace-normal break-words">Rinforzo muscolare progressivo</li>
<li class="whitespace-normal break-words">Recupero completo in 3-6 mesi, con ritorno graduale alle attività quotidiane già dopo il primo mese</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="text-xl font-bold text-text-100 mt-1 -mb-0.5">Innovazione e durata</h2>
<p class="whitespace-normal break-words">Le protesi di ultima generazione hanno una durata media superiore ai 20 anni grazie all&#8217;utilizzo di materiali biocompatibili e resistenti. Le tecniche chirurgiche minimamente invasive e i sistemi di pianificazione digitale preoperatoria stanno inoltre migliorando ulteriormente la precisione e i risultati degli interventi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="text-xl font-bold text-text-100 mt-1 -mb-0.5">Conclusioni</h2>
<p class="whitespace-normal break-words">L&#8217;artrosi della spalla non deve più essere considerata una condizione con cui convivere rassegnati. Grazie ai progressi della chirurgia protesica e a un approccio riabilitativo personalizzato, è possibile ottenere un significativo miglioramento della qualità di vita.</p>
<p class="whitespace-normal break-words">&#8220;Invito i pazienti a <strong>non aspettare</strong> che la situazione diventi insostenibile&#8221;, conclude il Dott. Frattini. &#8220;Una <strong>valutazione specialistica tempestiva</strong> permette di programmare il percorso terapeutico più adatto e di affrontare l&#8217;intervento nelle migliori condizioni possibili.&#8221;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Artrosi dell&#8217;anca: quale trattamento effettuare?</title>
		<link>https://www.paccpoliambulatorio.it/artrosi-dellanca-quale-trattamento-effettuare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2025 11:41:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ortopedia]]></category>
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		<category><![CDATA[artrosi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Con le infiltrazioni ecoguidate dell’anca si ritarda il ricorso alla chirurgia&#8221; Che cos&#8217;è l&#8217;artrosi dell&#8217;anca? La coxartrosi o artrosi dell’anca, è una malattia degenerativa cronica che colpisce l’articolazione coxo-femorale la quale è formata dalla testa del femore (osso della coscia) e dall’acetabolo dell’osso iliaco (osso del bacino). La superficie dei due capi articolari è rivestita [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: left;">&#8220;Con le infiltrazioni ecoguidate dell’anca si ritarda il ricorso alla chirurgia&#8221;</p>
</blockquote>
<h3>Che cos&#8217;è l&#8217;artrosi dell&#8217;anca?</h3>
<p>La coxartrosi o artrosi dell’anca, è una malattia degenerativa cronica che colpisce l’articolazione coxo-femorale la quale è formata dalla testa del femore (osso della coscia) e dall’acetabolo dell’osso iliaco (osso del bacino). La superficie dei due capi articolari è rivestita da un sottile strato di cartilagine che li protegge e che, quando va incontro ad usura, causa uno sfregamento delle parti ossee coinvolte, provocando una <strong>limitazione della mobilità e l’insorgenza di dolore irradiato all’inguine e a volte al ginocchio</strong>. Tale situazione comporta una progressiva limitazione nello svolgimento delle normali attività della vita quotidiana come infilarsi i pantaloni, fare le scale, camminare.</p>
<h3>L&#8217;importanza della diagnosi precoce</h3>
<p>“La presenza di dolore sospetto a una o entrambe le anche deve essere un campanello d’allarme per il paziente che dovrebbe rivolgersi ad uno specialista per approfondire il quadro clinico al fine di formulare una diagnosi precoce” spiega la <strong>Dottoressa Elena Maria Grillo, Fisiatra</strong> del Poliambulatorio Città di Collecchio. Prima di qualsiasi scelta terapeutica è infatti fondamentale effettuare una visita che permetta di <strong>inquadrare il paziente sia dal punto di vista clinico che funzionale</strong>, visionare gli esami strumentali necessari a definire il grado di artrosi ed effettuare un esame clinico per meglio comprendere il quadro funzionale del paziente.</p>
<h3>L&#8217;approccio multidisciplinare del PacC</h3>
<p>“È per questo che al PacC è attivo un<strong> team composto da Ortopedici, Fisiatri, Fisioterapisti e Chiropratici</strong> che ci permette di promuovere un approccio multidisciplinare. Crediamo infatti che l’indicazione di quale percorso seguire possa svilupparsi meglio attraverso una discussione collegiale dei casi clinici al fine di fornire al paziente un percorso personalizzato e soprattutto condiviso tra le figure specialistiche con cui verrà a contatto” afferma la Fisiatra.</p>
<h3>Le opzioni di trattamento</h3>
<p>“I trattamenti indicati in caso di artrosi dell’anca sono quello conservativo destinato ai pazienti con una artrosi lieve/moderata o nel caso in cui ci sia un buon compenso funzionale, e quello chirurgico nelle fasi più avanzate di malattia. Il trattamento conservativo si avvale dell’utilizzo di farmaci, condroprotettori (integratori), fisioterapia e infiltrazioni intrarticolari” aggiunge il <strong>Dottor Matteo Zaneli, Ortopedico</strong> del Poliambulatorio Città di Collecchio. “Se invece lo stadio clinico è avanzato, ovvero quando c’è una completa usura cartilaginea visibile dall’esame radiografico accompagnata a dolore e un’impotenza funzionale non correggibili con la terapia conservativa, si ricorre alla chirurgia”.</p>
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<h3>Infiltrazioni ecoguidate: una soluzione mini-invasiva</h3>
<p>L’infiltrazione dell’anca è una procedura mini invasiva che permette di inoculare sostanze medicamentose all’interno dell’articolazione. Tra queste, l’acido jaluronico viene utilizzato nelle fasi subacute o croniche ed è efficace nel ridurre il dolore, incrementare la funzionalità e <strong>ritardare il più possibile la soluzione chirurgica</strong>. Il dolore durante la procedura è minimo e richiede un riposo successivo di circa due giorni da attività fisiche intense o sportive.</p>
<p>“L’utilizzo ormai largamente impiegato di una <strong>guida ecografica</strong> permette il <strong>controllo in tempo reale del corretto posizionamento dell’ago</strong> nel tessuto bersaglio al fine di ottenere una migliore risposta terapeutica e minimizzarne i possibili effetti collaterali” spiega il Dottor Zanelli.</p>
<h3>Il ruolo della fisioterapia</h3>
<p>“Il trattamento fisioterapico si affianca all’approccio infiltrativo nel <strong>ridurre i sintomi e migliorare la funzionalità dell’articolazione</strong>. Si avvale di tecniche di terapia manuale che permettono il recupero delle libertà di movimento e dell’equilibrio globale, terapie fisiche il cui ruolo è prevalentemente antalgico e dell’esercizio terapeutico consistente in esercizi attivi che hanno lo scopo di migliorare la qualità e la resistenza dei muscoli dell’articolazione, il controllo motorio e l’equilibrio” raccomanda la Dottoressa Grillo.</p>
<h3>Protocollo delle infiltrazioni: frequenza e tempistiche</h3>
<p>&#8220;Generalmente per le infiltrazioni d’anca si utilizzano acidi jaluronici a medio-alto peso molecolare che richiedono <strong>una sola procedura</strong> ripetibile eventualmente dopo quattro settimane in base alla risposta del paziente. Il ciclo può essere effettuato due volte all’anno&#8221; spiega il Dottor Zanelli.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Onde d’urto focali: quali sono i benefici?</title>
		<link>https://www.paccpoliambulatorio.it/onde-durto-focali-quali-sono-i-benefici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2023 12:39:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ortopedia]]></category>
		<category><![CDATA[onde d'urto]]></category>
		<category><![CDATA[tendini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il trattamento è particolarmente indicato per trattare le patologie dei tendini e dei muscoli Onde d’urto focali: quali sono i benefici? “Le onde d’urto, terapia biofisica non invasiva, è una valida strategia terapeutica per alcune patologie dell&#8217;apparato muscolo-scheletrico, previo corretto inquadramento clinico e diagnostico effettuato da un medico-chirurgo” spiega il Dottor Giovanni Tarasconi, Medico Chirurgo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Il trattamento è particolarmente indicato per trattare le patologie dei tendini e dei muscoli</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Onde d’urto focali: quali sono i benefici?</strong></h2>
<p>“Le onde d’urto, terapia biofisica non invasiva, è una valida strategia terapeutica per alcune patologie dell&#8217;apparato muscolo-scheletrico, previo corretto inquadramento clinico e diagnostico effettuato da un medico-chirurgo” spiega il Dottor Giovanni Tarasconi, Medico Chirurgo e Chiropratico del Poliambulatorio Città di Collecchio.</p>
<p>Le onde d’urto sono onde acustiche, quindi onde meccaniche, e sono indicate nelle patologie dei tendini (anche in assenza di calcificazioni), specie se in fase cronica e refrattarie ad altre terapie. Ottimi risultati si possono ottenere anche nei disturbi della rigenerazione ossea (pseudoartrosi e ritardi di consolidazione). “Nell’ambito della traumatologia dello sport vi sono indicazioni anche per il muscolo. I trattamenti con le onde d’urto infatti sono in grado di facilitare il recupero in caso di distrazione muscolare, contratture, dolore da fibrosi e calcificazioni post traumatiche” precisa il Dottor Tarasconi.</p>
<p>“L&#8217;azione terapeutica delle onde d’urto non è di tipo traumatizzante diretta, ovvero non provoca lesioni ai tessuti, né tantomeno la frantumazione delle calcificazioni per rottura diretta” chiarisce lo specialista del Poliambulatorio Città di Collecchio. “Con le onde d’urto focali in particolare si ha un&#8217;azione meccanica molto delicata e mirata con un effetto antinfiammatorio, antiedemigeno ed antidolorifico. Inoltre migliorano la microcircolazione”.</p>
<p>“Il trattamento con onde d’urto non interferisce con altri tipi di terapia fisica che fosse eventualmente opportuno associare, anzi la combinazione con l&#8217;esercizio riabilitativo terapeutico può rappresentare una strategia vincente” raccomanda il Dottor Tarasconi. “L&#8217;effetto delle onde d’urto generalmente non è necessariamente immediato, il ciclo standard prevede in genere dalle tre alle cinque sedute e come già accennato il beneficio può essere valutabile a distanza di qualche settimana una volta finito il ciclo”.</p>
<p>Accelerando la guarigione dei tessuti trattati, è una terapia particolarmente apprezzata dagli sportivi, agonisti e non, che vedono accorciarsi nettamente i tempi di recupero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><img decoding="async" class="size-medium wp-image-420 alignleft" src="https://www.paccpoliambulatorio.it/wp-content/uploads/2023/01/13_focus_ortopedia_pacc__collecchio_parma-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.paccpoliambulatorio.it/wp-content/uploads/2023/01/13_focus_ortopedia_pacc__collecchio_parma-300x300.jpg 300w, https://www.paccpoliambulatorio.it/wp-content/uploads/2023/01/13_focus_ortopedia_pacc__collecchio_parma-1024x1024.jpg 1024w, https://www.paccpoliambulatorio.it/wp-content/uploads/2023/01/13_focus_ortopedia_pacc__collecchio_parma-150x150.jpg 150w, https://www.paccpoliambulatorio.it/wp-content/uploads/2023/01/13_focus_ortopedia_pacc__collecchio_parma.jpg 1789w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></strong></p>
<p><strong>Salute e benessere</strong></p>
<h5><strong>Quali sono le patologie maggiormente trattate?</strong></h5>
<p>Le patologie che generalmente si trattano con le onde d’urto sono:</p>
<ul>
<li>Epicondiliti</li>
<li>Epitrocleiti</li>
<li>Periartrite alla spalla</li>
<li>Calcificazioni muscolari</li>
<li>Fascite plantare</li>
<li>Tendinopatie calcifiche e non</li>
<li>Sperone calcaneale</li>
<li>Contratture muscolari</li>
<li>Strappi muscolari</li>
<li>Pubalgie</li>
<li>Patologie post-traumatiche dello sport</li>
<li>Pseudo artrosi o ritardi di consolidazione</li>
</ul>
<h2>IL CONSIGLIO DELLO SPECIALISTA</h2>
<p><em>Dott. Giovanni Tarasconi</em></p>
<h3>Onde d’urto focali o radiali?</h3>
<p>Esistono due tipi di onde d’urto: le onde d’urto focali extracorporee e le onde d’urto radiali (o balistiche). Le onde d’urto focali sono trasmesse ai tessuti attraverso un&#8217;interfaccia che si adatta alla cute con applicatori di consistenza morbida ed elastica, quindi senza traumatismi e sono localizzabili a diverse profondità e con precisione. Le onde d’urto radiali (o balistiche) invece risultano meno precise delle focali. Sono generate con un meccanismo di tipo &#8220;pneumatico&#8221;, azionato da un compressore oppure da un sistema magnetico, e prevedono al contatto con la cute un applicatore metallico con azione di percussione diretta.</p>
<h2>A VOI LA PAROLA</h2>
<p><strong>Domanda del Sig. Vincenzo da Parma</strong></p>
<h3>È un trattamento doloroso?</h3>
<p><strong>Risposta del Dott. Giovanni Tarasconi, Medico Chirurgo e Chiropratico del Poliambulatorio Città di Collecchio</strong><br />
Il trattamento non è completamente indolore, ma è comunque sopportabile. Durante la prima seduta si utilizza la potenza minore e si regola l&#8217;intensità in base alla tolleranza del paziente in modo da garantire l&#8217;esecuzione completa e la riuscita del trattamento. In accordo con il paziente è possibile rendere il trattamento indolore abbinandolo al laser ad alta potenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.paccpoliambulatorio.it/onde-durto-focali-quali-sono-i-benefici/">Onde d’urto focali: quali sono i benefici?</a> proviene da <a href="https://www.paccpoliambulatorio.it">PacC InForma</a>.</p>
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