Oggi, 4 marzo, si celebra l’International HPV Awareness Day, la Giornata Mondiale per la lotta contro il Papillomavirus umano. Un appuntamento promosso dall’International Papillomavirus Society che ogni anno coinvolge istituzioni sanitarie, medici, scuole e famiglie in tutto il mondo con un obiettivo preciso: fare informazione corretta su un virus molto più diffuso di quanto si creda — e molto più prevenibile di quanto spesso si pensi.
In Italia, ogni anno, circa 5.000 tumori sono attribuibili all’HPV. Una cifra importante, che diventa ancora più significativa se si considera che in gran parte questi tumori si possono prevenire. Noi del Poliambulatorio Città di Collecchio vogliamo contribuire a questa giornata con informazioni chiare e aggiornate per aiutarti a capire cos’è l’HPV, perché è importante parlarne e cosa puoi fare concretamente per proteggerti.
Cos’è l’HPV?
HPV sta per Human Papillomavirus, ovvero Papillomavirus umano. Non si tratta di un singolo virus, ma di una famiglia di oltre 150 tipi diversi di virus, alcuni dei quali possono infettare le mucose del corpo umano — genitali, anale, orale, cutanea — e causare patologie di diversa gravità.
Si distinguono comunemente due categorie:
- Tipi a basso rischio oncogeno (come HPV 6 e 11): responsabili principalmente di condilomi genitali (verruche) e della papillomatosi respiratoria ricorrente, una condizione che può causare difficoltà a respirare o a parlare.
- Tipi ad alto rischio oncogeno (come HPV 16 e 18): quelli che, se l’infezione persiste nel tempo, possono causare lesioni precancerose e, nei casi non trattati, tumori.
Come si trasmette il Papillomavirus?
L’HPV si trasmette principalmente attraverso il contatto sessuale, anche non completo. Non è necessaria la penetrazione: il semplice contatto con la pelle o le mucose infette è sufficiente. Per questo motivo i preservativi, pur riducendo il rischio, non offrono una protezione totale.
È importante sapere che l’infezione da HPV è estremamente comune: si stima che l’80% delle donne entri almeno una volta nella vita in contatto con il Papillomavirus. Nella maggior parte dei casi, il sistema immunitario elimina il virus spontaneamente nel giro di uno o due anni, senza che la persona se ne accorga. Il problema si presenta quando l’infezione persiste: in questi casi, nel corso di anni o decenni, può progredire verso lesioni precancerose e poi verso forme tumorali.
Quali tumori sono associati all’HPV?
Il legame più noto è quello tra HPV e tumore della cervice uterina: la quasi totalità dei casi di carcinoma cervicale — il 93% — è causata da un’infezione persistente da HPV ad alto rischio. In Italia si registrano ogni anno circa 2.500 nuovi casi di tumore al collo dell’utero, che rappresenta il quinto tumore per frequenza nelle donne sotto i 50 anni.
Ma l’HPV non colpisce solo le donne. Il virus è responsabile anche di:
- Tumori del canale anale
- Tumori della vagina e della vulva
- Tumori del pene
- Tumori dell’orofaringe (bocca, tonsille, gola): una sede in crescita, con oltre 500 nuovi casi all’anno in Italia
A livello globale, l’HPV è responsabile del 4,5% di tutti i tumori e dell’8,6% dei tumori nelle donne. Nel 2022 sono stati registrati circa 660.000 nuovi casi di carcinoma cervicale nel mondo, con 350.000 decessi.
Come ci si può proteggere dall’HPV?
Le buone notizie esistono, e sono concrete. Contro l’HPV disponiamo oggi di due strumenti efficaci e complementari: la vaccinazione e lo screening.
Il vaccino anti-HPV: prevenzione primaria
Il vaccino contro l’HPV è considerato dalla comunità scientifica internazionale uno degli strumenti di prevenzione primaria più efficaci disponibili. Protegge contro i principali genotipi ad alto rischio oncogeno (HPV 16 e 18, responsabili della maggior parte dei tumori) e contro quelli a basso rischio responsabili dei condilomi (HPV 6 e 11).
In Italia, il Piano Vaccinale Nazionale prevede la vaccinazione gratuita per ragazze e ragazzi nel corso del dodicesimo anno di vita (11 anni compiuti): questa è l’età in cui la risposta immunitaria al vaccino è più potente ed efficace. La vaccinazione gratuita è estesa anche fino ai 26 anni per chi non l’ha ricevuta in precedenza, e in alcune condizioni specifiche — come nelle donne con lesioni precancerose della cervice (CIN2 o superiore) — è raccomandata indipendentemente dall’età.
Il vaccino è gender-neutral: protegge sia le femmine che i maschi, non solo contro i tumori dell’apparato genitale femminile, ma anche contro quelle patologie per cui non esiste ancora uno screening strutturato — come i tumori del pene, dell’ano e dell’orofaringe.
Lo screening: prevenzione secondaria
Accanto alla vaccinazione, lo screening periodico è fondamentale per individuare precocemente eventuali alterazioni cellulari, prima che possano evolvere in forme tumorali.
Le linee guida italiane prevedono:
- Pap test ogni 3 anni per le donne dai 25 ai 29 anni
- Test HPV DNA ogni 5 anni per le donne dai 30 ai 64 anni
Il test HPV ad alta sensibilità consente di rilevare la presenza del virus anche in assenza di sintomi, permettendo di intervenire in tempo. Senza trattamento, le lesioni precancerose possono evolvere in carcinoma invasivo nel giro di 10-15 anni: uno spazio di tempo ampio, che lascia margine per agire.
Cosa fare se il test è positivo?
Un risultato positivo non significa avere un tumore. Significa che è necessario un approfondimento — e il percorso è ben definito e accompagnato passo dopo passo.
Il percorso varia a seconda di quale test ha dato esito positivo.
Se è positivo l’HPV test (donne 30-64 anni) Il passo successivo è un’analisi citologica delle cellule cervicali — un esame simile al Pap test — per verificare se siano presenti anomalie. Se questo secondo livello è negativo, il programma di screening continua normalmente con un nuovo invito dopo un anno. Se invece anche la citologia rileva alterazioni, si procede con la colposcopia.
Se è positivo il Pap test (donne 25-29 anni) Si riceve una chiamata per fissare un appuntamento di approfondimento con una colposcopia.
La colposcopia È un esame ambulatoriale, non invasivo, che consente al ginecologo di osservare il collo dell’utero con uno strumento ottico a ingrandimento. Se emergono aree sospette, si esegue una biopsia mirata. In base al risultato istologico si distinguono tre situazioni:
- Lesioni di basso grado (CIN1): nella maggioranza dei casi regrediscono spontaneamente. Si impostano controlli ravvicinati nel tempo senza necessità di intervento immediato.
- Lesioni di alto grado (CIN2-CIN3): richiedono un trattamento, solitamente ambulatoriale, con resezione mediante ansa diatermica (LLETZ/LEEP). La procedura rimuove il tessuto alterato in modo mirato, con impatto minimo sulla fertilità futura. Dopo il trattamento si entra in un follow-up colposcopico e citologico strutturato.
- Carcinoma invasivo: la paziente viene inserita in un percorso oncologico dedicato con tutti gli accertamenti e le cure necessarie.
Vale la pena ricordarlo: l’obiettivo dello screening è proprio intercettare le lesioni precancerose prima che diventino tumori. Avere un esito positivo e seguire il percorso di approfondimento è già prevenzione attiva in corso.
HPV: alcune domande frequenti
L’HPV colpisce solo le donne? No. L’HPV riguarda entrambi i sessi. Gli uomini possono contrarre il virus e trasmetterlo, sviluppare condilomi genitali e, nei casi correlati ai tipi ad alto rischio, tumori del pene, dell’ano e dell’orofaringe.
Chi ha già avuto rapporti sessuali può ancora vaccinarsi? Sì. Anche chi ha già avuto contatti sessuali può trarre beneficio dalla vaccinazione, perché il vaccino protegge contro i genotipi verso cui non si è ancora stati esposti. Il medico di base o uno specialista può valutare la situazione individuale.
Ci sono sintomi che fanno sospettare un’infezione da HPV? Nella maggior parte dei casi l’infezione da HPV non dà sintomi. Può manifestarsi con condilomi (verruche genitali) in caso di tipi a basso rischio, ma le forme ad alto rischio oncogeno sono spesso silenziose — per questo lo screening regolare è così importante.
La prevenzione non aspetta
La Giornata Mondiale contro l’HPV del 4 marzo è un promemoria per tutti noi: i tumori HPV-correlati sono in gran parte prevenibili. Vaccino e screening sono strumenti sicuri, efficaci e accessibili. Usarli significa proteggere la propria salute e quella di chi ci è vicino.
Se hai dubbi sul vaccino HPV, se non ricordi se sei in regola con lo screening o se vuoi sapere quali esami sono più adatti alla tua situazione, il team dei ginecologi del Poliambulatorio Città di Collecchio è a tua disposizione per orientarti con competenza e attenzione.