Un dolore al petto, a riposo, durante una salita di scale o un momento di sforzo. È un sintomo che non va mai ignorato, ma che spesso si fatica a interpretare. Il cardiologo Nicola Gaibazzi, responsabile della Cardiologia Non Invasiva all’AOU di Parma e specialista al CentroCuore del Poliambulatorio Città di Collecchio (PacC), guida ogni giorno i pazienti in questo percorso. “Tutto parte da un bravo medico che ascolta”, dice. “La tecnologia viene dopo. Ma quando serve, deve essere quella giusta”.
In questo articolo il dottor Gaibazzi ci accompagna attraverso il percorso diagnostico moderno per il dolore toracico: dall’esclusione dell’infarto fino alla scelta tra ecocardiogramma da sforzo su lettoergometro e Cardio-TAC, i due esami cardine della cardiologia non invasiva disponibili al CentroCuore.
Prima di tutto: escludere l’infarto
Quando il dolore potrebbe avere un’origine coronarica — quella che in gergo medico si chiama angina — il primo obiettivo del cardiologo è escludere che sia in corso un infarto, o che uno ne sia avvenuto di recente.
Al PacC questo avviene direttamente in ambulatorio, grazie a ECG ed ecocardiogramma, ma soprattutto grazie al dosaggio della Troponina ad alta sensibilità: un esame del sangue che fornisce la risposta in soli venti minuti, ancora prima della fine della visita.
“Se la Troponina è negativa possiamo escludere l’infarto — e di conseguenza la necessità di recarsi in Pronto Soccorso — e procedere seguendo le nuove linee guida diagnostiche per indagare il dolore toracico di possibile origine coronarica”, spiega Gaibazzi.
Perché è importante agire subito
Un dolore toracico non valutato tempestivamente può nascondere una situazione a rischio. Disporre di tutti gli strumenti diagnostici nello stesso ambulatorio — come al CentroCuore del PacC — permette di completare la valutazione di urgenza in un’unica seduta, senza rimandi o spostamenti tra strutture diverse.
La scelta dipende dal rischio
Esclusa l’emergenza, si entra nella fase della diagnostica elettiva. Qui la parola chiave è rischio: un apposito calcolatore, basato su sintomi e fattori di rischio del paziente (età, pressione arteriosa, colesterolo, fumo, familiarità), stima in percentuale la probabilità di essere portatore di una malattia coronarica.
In base a questa stima, il cardiologo orienta la scelta verso l’esame più appropriato.
Rischio basso (5–15%): la Cardio-TAC
“Se il rischio è basso, tra il 5 e il 15%, la Cardio-TAC è l’esame ideale: un test ‘anatomico’ che ha cambiato la cardiologia. In modo non invasivo fotografa le coronarie con precisione, per escludere definitivamente eventuali patologie”, spiega il cardiologo.
La Cardio-TAC è particolarmente indicata nei pazienti più giovani, generalmente sotto i 75 anni, senza una storia cardiologica complessa. Un risultato negativo permette di escludere con grande affidabilità la presenza di malattia coronarica significativa.
Rischio intermedio (15–85%): l’ecocardiogramma da sforzo
“Se invece il rischio è nella fascia intermedia, tra 15% e 85%, la scelta migliore è un esame funzionale: l’ecocardiogramma da sforzo“, precisa Gaibazzi. In questa fascia — che rappresenta la grande maggioranza dei pazienti visitati quotidianamente — non basta sapere com’è fatta l’anatomia delle coronarie: serve capire come funziona il cuore quando lavora davvero.
Ecocardiogramma da sforzo su lettoergometro: vedere il cuore sotto sforzo
L’ecocardiogramma da sforzo su lettoergometro è molto più di una semplice prova da sforzo: la componente ecografica ne migliora notevolmente l’accuratezza diagnostica, fornendo informazioni che l’elettrocardiogramma da solo non può dare.
“Il lettoergometro è una bicicletta speciale, inclinabile su più assi, che permette di eseguire un’ecografia del cuore durante la pedalata”, spiega Gaibazzi. “Vediamo in tempo reale come si comporta il muscolo cardiaco sotto stress. È il test più fisiologico che esista, perché il cuore osservato durante la pedalata è il cuore della vita reale”.
Disponibile esclusivamente al CentroCuore del PacC nel Parmense
Questo strumento è disponibile esclusivamente al CentroCuore del PacC nel territorio di Parma e provincia. Ma la tecnologia da sola non basta: “Questo esame richiede un cardiologo con grandissima esperienza nel leggere le immagini in tempo reale. Al CentroCuore operiamo ai massimi livelli europei per questa metodica”, sottolinea il dottor Gaibazzi.
Non solo diagnosi: il valore prognostico
L’ecocardiogramma da sforzo offre anche una preziosa informazione prognostica: la capacità di esercizio tollerata dal paziente è un potente indicatore del rischio cardiovascolare futuro. Un paziente che tollera bene lo sforzo ha statisticamente un rischio molto più basso rispetto a chi si ferma precocemente.
E se durante l’esame emerge un’ischemia — una zona del cuore che soffre per carenza di sangue — non è detto che si debba ricorrere immediatamente a un intervento. “Il recente studio internazionale ISCHEMIA ha dimostrato che in molti pazienti con ischemia documentata e pochi sintomi si può iniziare la terapia medica ed evitare così la rivascolarizzazione”, ricorda Gaibazzi.
Cardio-TAC ed ecocardiogramma da sforzo: due facce di una stessa medaglia
I due esami non sono in competizione: sono strumenti complementari che rispondono a domande diverse.
“Talvolta servono entrambi”, precisa Gaibazzi. “Chi ha già uno stent coronarico o ha avuto un infarto trarrà più beneficio dall’ecocardio da sforzo: in questi casi vogliamo sapere come funziona il cuore, non solo com’è fatto”.
Ci sono però situazioni — come i pazienti con calcificazioni coronariche importanti o con stent — in cui la Cardio-TAC non garantisce immagini leggibili, rendendo l’ecocardiogramma da sforzo la scelta obbligata e più informativa.
Un polo completo a Collecchio
Al CentroCuore del PacC, ECG, ecocardiogramma, ecocardio da sforzo su lettoergometro, Cardio-TAC, Risonanza Magnetica Cardiaca e Test rapido della Troponina ad alta sensibilità sono tutti disponibili nello stesso polo diagnostico.
“Il paziente non deve girovagare tra strutture diverse”, conclude il cardiologo. “In pochi giorni si completa l’iter diagnostico e si ha una risposta chiara. Perché ogni paziente merita un percorso su misura”.
Guida rapida: quale esame fa per me?
Ecocardiogramma da sforzo su lettoergometro — indicato quando:
- Il rischio pre-test coronarico stimato è tra il 15% e l’85%
- Il paziente è in grado di pedalare almeno per qualche minuto
- Sono presenti stent coronarici o storia di infarto pregresso
- Si vogliono informazioni sia diagnostiche sia prognostiche
Cardio-TAC — indicata quando:
- Il rischio è tendenzialmente basso (5–15%), generalmente pazienti sotto i 75 anni
- Si vuole escludere definitivamente la malattia anatomica delle coronarie
Lo sapevi? Nel Parmense l’ecocardiogramma da sforzo è disponibile esclusivamente al CentroCuore PacC. I pochi test alternativi come la scintigrafia miocardica o la risonanza magnetica da stress non solo sono più invasivi e non forniscono risposte più accurate, ma hanno anche costi notevolmente maggiori e inquinano producendo fino a 100 volte più CO₂.
