“Era il sogno del noto oncologo Umberto Veronesi: un’apparecchiatura che potesse diagnosticare le patologie tumorali in fase molto precoce, quando la diagnosi tempestiva può fare la differenza nel percorso terapeutico” spiega la Dottoressa Elena Ciortan, Radiologa del Poliambulatorio Città di Collecchio ed esperta in Risonanza Magnetica Diffusion Whole Body.
Come funziona la tecnologia DWB
La Risonanza Magnetica Diffusion Whole Body utilizza sequenze particolari senza mezzo di contrasto e senza impiego di radiazioni ionizzanti, riuscendo a esaminare tutto il corpo in poco tempo. La Risonanza Magnetica sfrutta il segnale indotto dalle molecole di acqua.
Infatti le cellule tumorali hanno una maggiore capacità di trattenere tali molecole e una maggiore permeabilità: il risultato a livello di immagine è che le cellule brillano e si distinguono con più facilità rispetto ai restanti tessuti. Queste particolari sequenze in diffusione si possono eseguire da tempo, ma solo per segmenti.
L’innovazione in oncologia
La novità della Risonanza Magnetica Diffusion Whole Body è la possibilità di esaminare tutto il corpo in circa un’ora. “Questo permette di valutare lesioni di piccole dimensioni in organi che sono trascurati dai programmi di screening tradizionale e per le quali ci si rivolge al medico quando si avvertono i primi sintomi, ma spesso è già tardi” afferma la specialista.
Ancora una volta si parla di diagnosi precoce, un concetto chiave in campo oncologico perché può salvare la vita e aumentare la qualità della stessa, rendendo più semplice e meno “drastico” il trattamento curativo quando possibile.
L’importanza dell’expertise
“È un esame che necessita di un’apparecchiatura di ultima generazione e per cui è fondamentale il ruolo del personale medico e tecnico esperto di malattie oncologiche, in grado di interpretare correttamente il risultato. Non tutto ciò che ‘brilla’ è tumorale: per questo è importante la competenza specifica per questo esame” raccomanda la Dottoressa Ciortan.
Quando è indicata la DWB?
La Risonanza Magnetica Diffusion Whole Body è particolarmente utile per:
- Diagnosi precoce di tumori, rilevando lesioni di dimensioni ridotte in vari organi, spesso prima che diventino sintomatiche;
- Stadiazione di tumori già diagnosticati, determinando l’estensione della malattia e aiutando a pianificare il trattamento più appropriato;
- Monitoraggio di pazienti oncologici, controllando l’efficacia della terapia e la presenza di eventuali recidive;
- Screening come esame di prevenzione nei pazienti con fattori di rischio e familiarità per malattie neoplastiche.
“La Risonanza Magnetica Diffusion Whole Body è un esame che si effettua soprattutto su pazienti a rischio di metastasi o con familiarità, ma la consigliamo anche a più larga scala come prevenzione oncologica a persone sane ed è sempre più preferita ad altri esami proprio per la sua non invasività” spiega la Dottoressa Ciortan.
Dentro questa “scatola magica” è quindi possibile avere una situazione generale dell’intero organismo, anche in eventuali esami di follow-up per cui diventa fondamentale eseguire esami diagnostici senza l’impiego di radiazioni.
Come si svolge l’esame
La DWB è in grado di ottenere migliaia di immagini dettagliate di organi e tessuti, individuando lesioni piccole, alcune volte infracentimetriche, sufficientemente ridotte per un’efficace diagnosi precoce e di conseguenza trattabili in maniera appropriata con migliori possibilità di successo.
“Eseguire una DWB è un po’ come sottoporsi a una normale risonanza. Non si deve assumere farmaci, né digiunare. Dopo la fase di accettazione/anamnesi il nostro personale tecnico posiziona il paziente sul lettino e dà inizio all’esame che non comporta alcun dolore a chi vi si sottopone. Durante lo svolgimento, il personale tecnico è in costante contatto con il paziente per garantirne la massima serenità. Al termine è possibile tornare alle normali attività” spiega la Dottoressa Ciortan.
La DWB sostituisce gli screening tradizionali?
La Risonanza Magnetica Diffusion Whole Body non è un esame che sostituisce gli screening tradizionali. Si tratta di un esame complementare, consigliato in casi di familiarità o fattori di rischio tali per cui sia necessario controllare tutto l’organismo e soprattutto gli organi non soggetti agli screening, spesso esaminati troppo tardi, quando si avvertono i sintomi di malattia.
È importante continuare a sottoporsi agli screening tradizionali come la mammografia e il pap-test, che rimangono fondamentali per la prevenzione e la diagnosi precoce delle patologie per cui sono specificamente progettati.