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Artrosi dell’anca: quale trattamento effettuare?

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Giugno 2025

Indice dei contenuti

“Con le infiltrazioni ecoguidate dell’anca si ritarda il ricorso alla chirurgia”

Che cos’è l’artrosi dell’anca?

La coxartrosi o artrosi dell’anca, è una malattia degenerativa cronica che colpisce l’articolazione coxo-femorale la quale è formata dalla testa del femore (osso della coscia) e dall’acetabolo dell’osso iliaco (osso del bacino). La superficie dei due capi articolari è rivestita da un sottile strato di cartilagine che li protegge e che, quando va incontro ad usura, causa uno sfregamento delle parti ossee coinvolte, provocando una limitazione della mobilità e l’insorgenza di dolore irradiato all’inguine e a volte al ginocchio. Tale situazione comporta una progressiva limitazione nello svolgimento delle normali attività della vita quotidiana come infilarsi i pantaloni, fare le scale, camminare.

L’importanza della diagnosi precoce

“La presenza di dolore sospetto a una o entrambe le anche deve essere un campanello d’allarme per il paziente che dovrebbe rivolgersi ad uno specialista per approfondire il quadro clinico al fine di formulare una diagnosi precoce” spiega la Dottoressa Elena Maria Grillo, Fisiatra del Poliambulatorio Città di Collecchio. Prima di qualsiasi scelta terapeutica è infatti fondamentale effettuare una visita che permetta di inquadrare il paziente sia dal punto di vista clinico che funzionale, visionare gli esami strumentali necessari a definire il grado di artrosi ed effettuare un esame clinico per meglio comprendere il quadro funzionale del paziente.

L’approccio multidisciplinare del PacC

“È per questo che al PacC è attivo un team composto da Ortopedici, Fisiatri, Fisioterapisti e Chiropratici che ci permette di promuovere un approccio multidisciplinare. Crediamo infatti che l’indicazione di quale percorso seguire possa svilupparsi meglio attraverso una discussione collegiale dei casi clinici al fine di fornire al paziente un percorso personalizzato e soprattutto condiviso tra le figure specialistiche con cui verrà a contatto” afferma la Fisiatra.

Le opzioni di trattamento

“I trattamenti indicati in caso di artrosi dell’anca sono quello conservativo destinato ai pazienti con una artrosi lieve/moderata o nel caso in cui ci sia un buon compenso funzionale, e quello chirurgico nelle fasi più avanzate di malattia. Il trattamento conservativo si avvale dell’utilizzo di farmaci, condroprotettori (integratori), fisioterapia e infiltrazioni intrarticolari” aggiunge il Dottor Matteo Zaneli, Ortopedico del Poliambulatorio Città di Collecchio. “Se invece lo stadio clinico è avanzato, ovvero quando c’è una completa usura cartilaginea visibile dall’esame radiografico accompagnata a dolore e un’impotenza funzionale non correggibili con la terapia conservativa, si ricorre alla chirurgia”.

Infiltrazioni ecoguidate: una soluzione mini-invasiva

L’infiltrazione dell’anca è una procedura mini invasiva che permette di inoculare sostanze medicamentose all’interno dell’articolazione. Tra queste, l’acido jaluronico viene utilizzato nelle fasi subacute o croniche ed è efficace nel ridurre il dolore, incrementare la funzionalità e ritardare il più possibile la soluzione chirurgica. Il dolore durante la procedura è minimo e richiede un riposo successivo di circa due giorni da attività fisiche intense o sportive.

“L’utilizzo ormai largamente impiegato di una guida ecografica permette il controllo in tempo reale del corretto posizionamento dell’ago nel tessuto bersaglio al fine di ottenere una migliore risposta terapeutica e minimizzarne i possibili effetti collaterali” spiega il Dottor Zanelli.

Il ruolo della fisioterapia

“Il trattamento fisioterapico si affianca all’approccio infiltrativo nel ridurre i sintomi e migliorare la funzionalità dell’articolazione. Si avvale di tecniche di terapia manuale che permettono il recupero delle libertà di movimento e dell’equilibrio globale, terapie fisiche il cui ruolo è prevalentemente antalgico e dell’esercizio terapeutico consistente in esercizi attivi che hanno lo scopo di migliorare la qualità e la resistenza dei muscoli dell’articolazione, il controllo motorio e l’equilibrio” raccomanda la Dottoressa Grillo.

Protocollo delle infiltrazioni: frequenza e tempistiche

“Generalmente per le infiltrazioni d’anca si utilizzano acidi jaluronici a medio-alto peso molecolare che richiedono una sola procedura ripetibile eventualmente dopo quattro settimane in base alla risposta del paziente. Il ciclo può essere effettuato due volte all’anno” spiega il Dottor Zanelli.

Dott. Matteo Zanelli

Ortopedico

Dott.ssa Elena Maria Grillo

Fisiatra

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