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Dermatite Atopica: Cos’è, Come Si Manifesta e Come Si Cura in Adulti e Bambini

Aprile 2026

Indice dei contenuti

La pelle è l’organo più esteso del nostro corpo e, spesso, il primo a segnalare quando qualcosa non va. Tra le condizioni dermatologiche più comuni e più sottovalutate c’è la dermatite atopica: una malattia cronica che accompagna milioni di persone fin dai primi mesi di vita, causando prurito, secchezza e lesioni cutanee ricorrenti che, nei casi più severi, finiscono per condizionare il sonno, le relazioni sociali e il benessere quotidiano.

Eppure, nonostante la sua diffusione — colpisce fino al 20% dei bambini e tra il 3% e il 10% degli adulti nei Paesi industrializzati — la dermatite atopica è ancora spesso fraintesa: c’è chi la confonde con una semplice allergia, chi la attribuisce a scarsa igiene, chi smette di curarla nei periodi di remissione pensando che il problema sia risolto.

In realtà si tratta di una condizione complessa, che richiede una gestione continuativa e personalizzata. Per questo abbiamo approfondito il tema con il Dott. Fabio Zambito Spadaro, dermatologo del Poliambulatorio Città di Collecchio, che ci guida attraverso cause, sintomi e trattamenti di questa patologia, sia nei più piccoli che negli adulti.

Cos’è la Dermatite Atopica?

La dermatite atopica, conosciuta anche come eczema atopico, è una malattia infiammatoria cronica e recidivante della pelle. Causa prurito intenso, secchezza cutanea, arrossamenti e, nelle fasi più acute, la comparsa di vescicole, croste e lesioni che possono compromettere significativamente la qualità della vita di chi ne soffre.

Si tratta di una condizione su base multifattoriale: entrano in gioco una predisposizione genetica, una disfunzione della barriera cutanea e un’alterazione del sistema immunitario, a cui si sommano fattori ambientali scatenanti. Non è contagiosa e non è causata da scarsa igiene, due aspetti su cui è importante fare chiarezza.

La dermatite atopica colpisce trasversalmente tutte le fasce d’età, ma è particolarmente frequente nei bambini: si stima che interessi fino al 20% dei più piccoli e tra il 3% e il 10% degli adulti nei Paesi industrializzati. Nella maggioranza dei casi l’esordio avviene entro i cinque anni di vita.

Le Cause: Perché si Sviluppa la Dermatite Atopica?

Non esiste un’unica causa, ma una combinazione di fattori che concorrono a innescare o aggravare la condizione.

Fattori genetici e immunologici. La dermatite atopica ha una forte componente ereditaria: se uno dei genitori è atopico, la probabilità che il figlio lo sia sale fino al 50%. Dal punto di vista immunologico, i geni coinvolti sono quelli che codificano per le proteine della barriera cutanea, che in questi soggetti risulta difettosa e più permeabile ad allergeni e agenti irritanti.

Fattori ambientali scatenanti. Tra i principali fattori in grado di provocare o peggiorare le riacutizzazioni troviamo gli acari della polvere, i pollini, i peli di animali domestici, le muffe, i detergenti aggressivi e i profumi, i tessuti sintetici o in lana, il clima freddo e secco, l’eccessiva sudorazione e lo stress psicofisico. Anche i cambi di stagione rappresentano un momento critico per chi soffre di questa patologia.

Il legame con l’atopia. La dermatite atopica si associa spesso ad altre condizioni della cosiddetta “triade atopica”: asma e rinite allergica. Chi soffre di eczema atopico ha, infatti, una probabilità aumentata di sviluppare anche queste due patologie nel corso della vita.

I Sintomi: Come Si Riconosce?

La dermatite atopica si manifesta in modo diverso a seconda dell’età del paziente e della fase in cui si trova la malattia. L’andamento è tipicamente cronico-recidivante: a fasi di remissione, in cui la pelle è secca e sensibile ma relativamente tranquilla, si alternano fasi acute di infiammazione intensa.

I sintomi comuni a tutte le età includono pelle secca e desquamata, prurito (che tende a peggiorare nelle ore notturne, interferendo con il sonno), arrossamento, e la comparsa di chiazze eritematose che possono andare incontro a ispessimento della pelle, fenomeno noto come lichenificazione, nei casi di lunga durata.

La Dermatite Atopica nei Bambini

Nei neonati, i sintomi tendono a comparire già a partire dai 2-3 mesi di vita. Le lesioni si localizzano principalmente sul viso, sulle guance, sul cuoio capelluto e sulle superfici estensorie delle braccia e delle gambe. In questa fase iniziale le lesioni sono spesso umide, rosse e molto pruriginose.

Con la crescita, tra il primo e il quinto anno, le manifestazioni si spostano verso le superfici flessorie del corpo: pieghe dei gomiti e delle ginocchia, polsi, caviglie e collo. Le lesioni diventano più secche e squamose. Intorno ai cinque anni il quadro può migliorare in molti bambini, e nella maggior parte dei casi la dermatite atopica tende a regredire prima o durante l’adolescenza, quando il sistema immunitario si stabilizza. Tuttavia, in alcuni soggetti può persistere o ripresentarsi nell’età adulta.

È importante ricordare che il bambino con dermatite atopica può frequentare normalmente scuola e attività con i coetanei, poiché la malattia non è in alcun modo trasmissibile.

La Dermatite Atopica negli Adulti

Quando la dermatite atopica persiste nell’età adulta o esordisce tardivamente, tende a presentare alcune caratteristiche proprie. Le zone più colpite sono la nuca, il collo, il décolleté, le pieghe dei gomiti e delle ginocchia, le palpebre, gli angoli della bocca e il dorso delle mani, aree spesso molto visibili che possono avere un impatto emotivo e psicologico rilevante sul paziente.

La pelle appare estremamente secca, si desquama, e il prurito può diventare cronico e debilitante, disturbare il sonno e ridurre la concentrazione nelle attività quotidiane. Anche chi da adulto non presenta più manifestazioni attive può conservare una cute particolarmente reattiva e sensibile, che risponde con facilità a irritanti e variazioni climatiche.

Come Si Diagnostica?

La diagnosi di dermatite atopica è essenzialmente clinica: si basa sull’osservazione dei sintomi durante la visita dermatologica e sull’anamnesi del paziente, che comprende la storia familiare e l’esposizione a possibili fattori scatenanti. Non esistono esami specifici per la diagnosi, ma in alcuni casi il medico può richiedere la misurazione delle IgE totali o test allergologici per identificare eventuali allergeni coinvolti.

Le Terapie: Come Si Cura la Dermatite Atopica?

Non esiste una cura definitiva per la dermatite atopica, ma le terapie disponibili oggi consentono di controllare efficacemente i sintomi, ridurre le riacutizzazioni e migliorare sensibilmente la qualità della vita. La scelta del trattamento dipende dalla gravità della condizione, dall’età del paziente e dall’estensione delle aree colpite.

Idratazione quotidiana della pelle. È il cardine della gestione della dermatite atopica a tutte le età. L’applicazione regolare di emollienti e creme idratanti specifiche per pelle atopica — prive di profumi e conservanti — aiuta a ricostituire il film idrolipidico e a mantenere la barriera cutanea integra, riducendo il rischio di riacutizzazioni.

Corticosteroidi topici. Nelle fasi acute sono il trattamento di prima linea per spegnere l’infiammazione e alleviare il prurito. Vengono applicati localmente sulle lesioni e il loro utilizzo deve sempre essere guidato dal dermatologo.

Immunomodulatori topici. Farmaci come il tacrolimus e il pimecrolimus rappresentano un’alternativa ai cortisonici nelle forme lievi-moderate, particolarmente utili per il trattamento di zone delicate come il viso e le palpebre.

Antistaminici. Utili per controllare il prurito, soprattutto nelle ore notturne, e limitare il grattamento che può provocare sovrainfezioni cutanee.

Terapie sistemiche e fototerapia. Nelle forme più estese e severe, quando le terapie topiche non risultano sufficienti, il dermatologo può valutare l’utilizzo di farmaci immunosoppressori sistemici, come la ciclosporina, o il ricorso alla fototerapia. Negli ultimi anni sono disponibili anche farmaci biologici di nuova generazione per le forme moderate-severe dell’adulto.

Consigli Pratici per la Gestione Quotidiana

Accanto alle terapie farmacologiche, alcune accortezze nella vita di tutti i giorni fanno una grande differenza nel ridurre le riacutizzazioni.

Privilegiare indumenti in cotone ed evitare lana e tessuti sintetici a diretto contatto con la pelle. Fare bagni o docce brevi con acqua tiepida, evitando l’acqua troppo calda che tende a disidratare ulteriormente. Utilizzare detergenti delicati, privi di profumi. Applicare l’emolliente subito dopo il bagno, quando la pelle è ancora leggermente umida. Mantenere le unghie corte per ridurre il danno da grattamento. Foderare materassi e cuscini con coprimaterasso anti-acaro. Gestire lo stress attraverso attività fisica, tecniche di rilassamento o supporto psicologico, quando necessario.

Per quanto riguarda l’alimentazione, è importante sapere che le diete di eliminazione — soprattutto in età pediatrica — sono considerate inutili e potenzialmente dannose in assenza di documentate allergie o intolleranze alimentari. Solo una minoranza di pazienti risente effettivamente dell’assunzione di determinati alimenti.

FAQ sulla Dermatite Atopica

La dermatite atopica è contagiosa? No, la dermatite atopica non è contagiosa. Non si trasmette attraverso il contatto con la pelle, la saliva o qualsiasi altro mezzo. I bambini che ne soffrono possono frequentare normalmente scuola e attività sportive senza alcun rischio per i compagni.

La dermatite atopica guarisce definitivamente? Non esiste una cura risolutiva, ma nella maggior parte dei bambini la condizione tende a migliorare spontaneamente con l’adolescenza. In alcuni soggetti può persistere o ripresentarsi in età adulta. Con un piano terapeutico adeguato è possibile controllare efficacemente i sintomi e ridurre le riacutizzazioni, migliorando significativamente la qualità della vita.

Quali sono i principali fattori che scatenano le crisi? I fattori scatenanti più comuni sono gli acari della polvere, i pollini, i peli di animali domestici, i detergenti aggressivi, i tessuti sintetici o in lana, il clima freddo e secco, il sudore, lo stress e i cambi di stagione. Identificare i propri trigger personali è fondamentale per prevenire le riacutizzazioni.

La dermatite atopica è legata all’alimentazione? Solo in una minoranza di casi alcuni alimenti possono influenzare il quadro clinico. In assenza di allergie o intolleranze alimentari documentate, le diete di eliminazione — soprattutto nei bambini — sono considerate inutili e potenzialmente dannose sul piano nutrizionale. È sempre il dermatologo a valutare se approfondire questo aspetto con test specifici.

Quando è necessario consultare un dermatologo? È consigliabile rivolgersi a uno specialista in presenza di prurito persistente, pelle secca e arrossata che non risponde alle comuni creme idratanti, lesioni ricorrenti o peggioramento dei sintomi nonostante le cure già in atto. Una diagnosi precoce permette di impostare subito la terapia più adatta ed evitare complicanze.

La pelle atopica richiede cure particolari anche nei periodi senza sintomi? Sì. Anche durante le fasi di remissione, la pelle atopica rimane strutturalmente più secca e reattiva rispetto alla norma. L’idratazione quotidiana con emollienti specifici è fondamentale anche quando non ci sono manifestazioni attive, perché aiuta a mantenere integra la barriera cutanea e a ridurre il rischio di nuove crisi.

Quando Rivolgersi al Dermatologo?

In presenza di prurito persistente, pelle secca e arrossata che non migliora con le comuni creme idratanti, o alla comparsa di lesioni cutanee ricorrenti, è importante non sottovalutare i sintomi e rivolgersi a uno specialista dermatologo. Una diagnosi precoce e un piano terapeutico personalizzato sono fondamentali per gestire la dermatite atopica e prevenire le complicanze, tra cui le sovrainfezioni batteriche.

Il Dott. Fabio Zambito Spadaro, dermatologo del PacC, è a disposizione per visite specialistiche e per supportare i pazienti — grandi e piccoli — nella gestione di questa condizione.

Dott. Fabio Zambito Spadaro

Dermatologo

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